Ode laica per Chibok e Leah

Ode laica per Chibok e Leah

Il male è sottoposto a un processo di incubazione infinito, che non conosce momenti di stanca. Una volta covato, rigurgita spore di orrore e odio in direzioni insospettate, con effetti disastrosi su chi ne rimane coinvolto, soffocando il bene sotto una coltre di sospetti.

Oggi il destinatario può essere Christchurch, in Nuova Zelanda, domani, a un polo di distanza, un altro luogo irreprensibile, un oscuro villaggio nel nord-est della Nigeria che prende il nome di Dapchi. Le conseguenze sono identiche. Ci troviamo dunque davanti a un problema di vita o di morte che, con brutalità inusuale, si è ritorto contro un continente che non è estraneo al disprezzo, se non addirittura alla negazione, della natura umana. Non si tratta solo di una questione di sopravvivenza, bensì di esistenza – ma in che forma? La questione è particolarmente pertinente sul fronte africano perché il nostro è un continente le cui popolazioni hanno subito ondate di disumanizzazione nel corso dei secoli, operate a cuor leggero da forze esterne.

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    Yes
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    Italian
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About the author

Wole Soyinka

(Abeokuta, Nigeria 1934), attivista e scrittore, ha studiato in Nigeria e Inghilterra. Imprigionato in Nigeria negli anni ’60 a causa del suo impegno politico e civile, ha ricevuto il premio Nobel per la letteratura nel 1986. Riconosciuto come uno dei massimi autori africani della contemporaneità, ha scritto romanzi, saggi, testi teatrali e poesie. Sin dagli anni Settanta del Novecento Jaca Book pubblica in italiano gran parte della sua produzione.

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